491. Crac Deiulemar, l’ultima speranza legata ai beni della società di fatto

Fonte: MetropolisWeb

18 marzo 2015

i nove imputatiTORRE DEL GRECO – Subito i pochi spiccioli». E’ la reazione più diffusa tra gli obbligazionisti della Deiulemar Compagnia di Navigazione davanti ai «numeri» del rapporto semestrale depositato dalla curatela fallimentare dell’ex colosso economico di via Tironi. Rabbia accompagnata dalla consapevolezza che «l’interesse finirà per mangiare il capitale», come si legge in un commento postato all’interno del principale blog su Facebook destinato al confronto tra le «vittime» del crac da 800 milioni di euro capace di mettere in ginocchio l’economia della quarta città della Campania e non solo. «Vogliamo tutto ciò che c’è in liquido, anche se è l’1%», l’invito degli obbligazionisti per provare a fermare l’emorragia di spese che rischia di ridurre praticamente a zero il fondo a disposizione dei risparmiatori. Creditori rassegnati sul fronte della Deiulemar Compagnia di Navigazione, ma più che mai agguerriti nella battaglia per mettere in gioco il tesoretto personale degli ex armatori delle tre dinastie Della Gatta-Iuliano-Lembo. «Dalla Dcn non prendiamo assolutamente nulla – la tesi di Camillo Di Donna, tra gli amministratori del blog Post Fata Resurgo – Quei pochi spiccioli che sono rimasti saranno utilizzati dai curatori per fare causa alle banche: solo nella società di fatto ci sono le nostre speranze». Speranze che potrebbero diventare realtà la prossima settimana, quando dovrebbe arrivare – il condizionale è d’obbligo, alla luce dei molteplici rinvii che hanno caratterizzato le varie battaglie legali portate avanti contro gli armatori-vampiri di Torre del Greco – il verdetto definitivo sulla società di fatto costituita tra i componenti delle tre famiglie Della Gatta, Iuliano e Lembo. In caso di via libera ai beni personali degli armatori, il «piatto» a disposizione dei creditori potrebbe diventare più ricco e sostanzioso: un’eventualità su cui contano – all’indomani del rapporto riepilogativo depositato dalla curatela fallimentare della Dcn – i risparmiatori per non aggiungere al danno delle perdite la beffa di uscire da un interminabile calvario con meno del 12% proposto dagli armatori-vampiri (attraverso la formula del concordato) a marzo del 2012.

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    490. Crac Deiulemar, i nuovi «vampiri» sono avvocati e consulenti: speso un milione di euro per l’assistenza legale

    Fonte: MetropolisWeb

    18 marzo 2015

    deiulemar città di torre del greco

     TORRE DEL GRECO – Sono avvocati e consulenti legali i nuovi «vampiri» della Deiulemar Compagnia di Navigazione. È il dato che emerge dal rapporto riepilogativo del secondo semestre 2014 depositato dalla curatela fallimentare dell’ex «banca privata» di Torre del Greco: un dossier da cui si evince a chiare lettere come le casse dello storico colosso economico di via Tironi siano praticamente esangui. In banca – si legge nel documento consegnato dalla triade formata da Giorgio Costantino, Antonella De Luca e Vincenzo Masciello – sono disponibili «solo» 19 milioni di euro e spiccioli: praticamente briciole rispetto ai crediti vantati dalle circa 13.000 famiglie di risparmiatori travolti dal crac della «Parmalat del mare». Numeri che confermano come la Deiulemar Compagnia di Navigazione fosse stata trasformata dalle dinastie Della Gatta-Iuliano-Lembo in un vero e proprio contenitore vuoto, utile esclusivamente a invogliare gli obbligazionisti a investire su un marchio capace di fare per sessant’anni le fortune della quarta città della Campania. Un contenitore vuoto da cui è sparito – in soli sei mesi – un ulteriore milione di euro, investito dalla curatela fallimentare per affidare 19 incarichi professionali a studi legali e consulenti fiscali: spese necessarie per portare avanti tutti i «carichi pendenti» della Deiulemar Compagnia di Navigazione, ma che – inevitabilmente – hanno assottigliato il «patrimonio» a disposizione dei creditori. Facendo la fortuna dei «prescelti» dalla curatela fallimentare per l’assistenza legale e le consulenze fiscali. Perché se è vero che qualche semplice perito è costato solo 1.000 euro è altresì vero che gli incarichi professionali assegnati a noti studi legali hanno pesato sui conti in rosso dell’ex «banca privata» di Torre del Greco per somme variabili tra i centomila euro (compenso percepito da tre avvocati) fino alla bellezza di 208.205 euro incassati da uno studio legale con sede a Genova per l’assistenza invocata dalla curatela fallimentare. Insomma, un vero e proprio «salasso» a cui si aggiungono i 270.000 euro di acconti per la triade incaricata dell’intera procedura. In totale, le spese relative al secondo semestre del 2014 si sono attestate sui 3.278.281 euro. L’attivo realizzato fino al 31 dicembre 2014 è pari, invece, a 23.446.389 euro – incassato grazie ai crediti vantati presso terzi e alle transazioni, a cui si sono aggiunti 1.773.454 euro realizzati con la vendita di alcuni immobili – mentre in stand by restano 19.649.636 euro. Facendo il saldo finale delle disponibilità liquide come da ultimo estratto conto in banca, risultano in casa 19.109847 euro: una miseria in rapporto alla mole di creditori della Deiulemar Compagnia di Navigazione, destinato a essere ulteriormente «limato» dalle prossime spese necessarie per l’assistenza legale nelle varie procedure del fallimento della «Parmalat del mare» all’ombra del Vesuvio.

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      489. Crac Deiulemar, i conti della curatela fallimentare: «Recuperati 65 milioni»

      Fonte: MetropolisWeb

      01 marzo 2015

      i nove imputatiTORRE DEL GRECO – La curatela fallimentare della Deiulemar Compagnia di Navigazione «entra» a gamba tesa nella guerra tra obbligazionisti, comitato dei creditori e giudice delegato al crac dell’ex colosso economico di via Tironi. Si arricchisce di un nuovo capitolo la «saga giudiziaria» relativa al recupero del tesoro da 800 milioni di euro sparito nel nulla delle scatole cinesi costruite dagli armatori-vampiri delle famiglie Della Gatta-Iuliano-Lembo: a provare a spegnere parte delle polemiche sollevate dai risparmiatori travolti dal crac sono Giorgio Costantino, Antonella De Luca e Vincenzo Masciello. Pronti a fare il punto della situazione e a mettere nero su bianco le attività portate avanti dalla curatela fallimentare nell’interesse dei creditori della compagnia di navigazione: «L’attivo del fallimento della Deiulemar Dcn – la premessa del documento – è costituito quasi esclusivamente da immobili, in buona parte gravati da ipoteche iscritte per importi superiori al valore dei cespiti. Il patrimonio degli armatori e dei loro familiari non è ascrivibile all’attivo fallimentare». Due cattive notizie – peraltro già note a tutti gli obbligazionisti – addolcite da una serie di numeri destinati, in ogni caso, a strappare un sorriso alle 13.000 vittime del crac della Parmalat del mare. I «conti» dei curatori fallimentari rispetto alle attività portate avanti a partire dal maggio del 2012 parlano della definizione di una complessa transazione con la Commerzbank Ag ottenendo non solo la rinuncia all’insinuazione al passivo di un credito di 49 milioni di dollari, ma anche la corresponsione a favore del fallimento di 1,1 milioni di dollari. Ulteriori 8,5 milioni di euro sono stati incassati dalla vendita delle navi e attraverso l’acquisizione di quote della società proprietaria di palazzo D’Avalos a Napoli. «La curatela fallimentare ha, inoltre, definito – prosegue la nota – il copioso contenzioso marittimo esistente, derivante per lo più dai rapporti di nolo, recuperando la somma di 8 milioni di dollari». In totale circa 65 milioni di euro portati in cassa per provare a spegnere parte delle proteste degli obbligazionisti-creditori.

       

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        488. Crac Deiulemar, ora è guerra aperta tra i creditori

        Fonte: La Torre 1905

        27 febbraio 2015

        corteo-ridateci-il-futuroTORRE DEL GRECO – Si scatena la guerra tra creditori della Deiulemar. Il popolo degli obbligazionisti della compagnia di navigazione, riuniti sotto la sigla “gruppo obbligazionisti (Legalità’ e Trasparenza)”, scrive al giudice Palescandolo per chiedere lumi su una istanza per la sostituzione della Curatela fallimentare.
        LA LETTERA AL GIUDICE.
        La missiva, sottoscritta da circa trecento obbligazionisti, afferma che “noi, nella qualità di obbligazionisti-creditori ammessi al passivo fallimentare n.24/2012 Deiulemar Compagnia di Navigazione, venuti a conoscenza di una “istanza” indirizzata al suindicato fallimento e al relativo Giudice delegato, Massimo Palescandolo, nella quale – scrivono i creditori – si chiede in maniera irrituale e senza giustificata motivazione la sostituzione della Curatela o di alcuni dei tre membri, considerato che una decisione in tal senso, oltre che non rispettare la normativa prevista in merito, potrà certamente rallentare l’iter della stessa procedura, anche in considerazione della recente modifica totale del Comitato dei creditori, nel quale si è avuta una sensibile riduzione dei rappresentanti degli stessi obbligazionisti.
        “RESPINGERE LE PRETESE DI POCHI CREDITORI”.
        Poi arriva la richiesta diretta al magistrato: “Si chiede – si legge sempre nella missiva – al giudice delegato di attenersi alle modalità previste per la revoca o sostituzione dell’organo fallimentare, Curatela o parte di essa, dando il giusto peso alle eventuali istanze di soggetti che rappresentano soltanto una minimissima parte dei creditori ammessi al passivo fallimentare”.
        L’OPPOSIZIONE DEI CREDITORI.
        Insomma, l’opposizione dei 300 obbligazionisti è chiara, ed è rivolta “ad ogni tipo di gestione della procedura fallimentare fatta sulla base di “voleri” di pochi creditori che – scrivono – allo stato otterrebbero come unico risultato quello di rallentare la relativa procedura, danneggiando in tal modo chi ha sempre sostenuto e creduto nel­ l’operato sia del giudice delegato, della Curatela e del Comitato dei Creditori del presente fallimento”. La richiesta al giudice delegato, Palescandolo, è quella di «rigettare ogni “pretesa” di pochi creditori, non sufficientemente motivata e fuori dalle regole che governano la relativa materia, dando nuova linfa alla relativa procedura e maggiore rappresentatività agli obbligazionisti tutti nel relativo Comitato dei Creditori». Ancora una volta un’ombra si insinua sulla vicenda che sta a cuore a migliaia di obbligazionisti che hanno investito nella società armatoriale torrese la bellezza di poco più di 700 milioni di euro.

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          487. Crac Deiulemar, altra udienza rinviata

          Fonte: La Torre 1905

          21 febbraio 2015

          targa-deiulemarTORRE DEL GRECO – Si è svolto davanti al giudice istruttore Del Sorbo un’altra udienza avente ad oggetto l’opposizione di un creditore ammesso solo in modo parziale al fallimento di uno dei soci dell’ex società armatrice: Michele Iuliano, sul quale in precedenza lo stesso creditore aveva ottenuto un sequestro. “Tale creditore non solo contestava la parziale esclusione, ma anche la stessa ammissione al fallimento Società di fatto del fallimento Deiulemar compagnia di navigazione”, come ci riferisce l’avvocato Giuseppe Colapietro, il quale aggiunge: “Oramai si è sviluppato un nuovo hobby… contestare la ammissione al passivo della Deiulemar compagnia di navigazione al fallimento della Società di fatto!
          Divertitevi, divertitevi…”
          Udienza rinviata al prossimo 26 novembre. Giovedì 5 febbraio, invece, c’è stata l’udienza del giudice Del Sorbo al tribunale di Torre Annunziata (Palazzone) che ha discusso il ricorso presentato dall’avvocato Angelo Scala che chiedeva l’estromissione della società di fatto degli obbligazionisti che si sono insinuati al passivo nella “Deulemar Compagnia di Navigazione”. “Anche la sezione penale capitolina ha sentenziato che sono stati sottratti beni distratti dalla società ufficiale, quindi tutti gli obbligazionisti sono pari per quanto riguarda il rimborso”, questo in sintesi il pensiero dell’avvocato Ruggero. “Un giudizio di estrema importanza – spiegava l’avvocato Colapietro – per il recupero dei risparmi per i circa 11000 obbligazionisti, considerato che la permanenza nel fallimento Società Di Fatto garantirebbe una maggiore percentuale di recupero di quanto investito”. L’avvocato Ruggero nominato dalla curatela fallimentare ha tempo fino al 20 marzo per presentare la memoria difensiva, così ha deciso il giudice del tribunale oplontino nell’udienza di giovedì 5 febbraio. I migliaia di investitori coinvolti nel crac Deiulemar si erano organizzati in una nuova marcia verso il tribunale di Torre Annunziata. “Si ricorda a tutti gli obbligazionisti – si leggeva nell’ultimo avviso a firma del gruppo obbligazionisti – Legalità e Trasparenza – che giovedì 5 febbraio, alle 9, ci sarà Cerchiamo di essere presenti in massa – è l’invito fatto nel manifesto – non permettiamo che venga perpetrato nei nostri confronti quest’altro delitto”.

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