456. Comitato dei Creditori – Comunicato n. 45

Fonte: Comitato dei Creditori

25 settembre 2014

COMITATO DEI CREDITORI
FALLIMENTO DEIULEMAR COMPAGNIA DI NAVIGAZIONE S.p.A.
COMUNICATO N° 45

il-comitato-dei-creditoriIn data 24/09/2014 dinanzi al Tribunale di Torre Annunziata – Collegio dr. Del Sorbo si è tenuta l’udienza relativa alla conferma o meno del provvedimento di sospensione del provvedimento di dissequestro dei beni immobili, mobili e delle quote societarie indirettamente riferibili ai soggetti condannati nel crac DEIULEMAR disposto dal Tribunale di Napoli – Sezione Specializzata con il provvedimento di rigetto emesso in data 15/09/2014.
Atteso il deposito da parte di alcune parti del giudizio di alcuni documenti, l’adito Tribunale ha disposto il rinvio del giudizio all’udienza del 05/11/2014 per l’esame della suddetta documentazione.
Allo stato i beni immobili, mobili e delle quote societarie indirettamente riferibili ai soggetti condannati nel crac DEIULEMAR restano ancora sottoposti ai precedenti sequestri.

Torre del Greco, lì 25.09.2014

I componenti
Formicola Lucia
Di Meglio Norberto
Avv. Antonio Amato

Il componente autorizzato ai comunicati
Avv. Antonio Cardella

Il Presidente
Avv. Giuseppe Colapietro

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    455. Crac Deiulemar, nuova udienza flop per il sequestro da 500 milioni: tensioni in tribunale

    Fonte: MetropolisWeb

    25 settembre 2014

    deiulemariuoliTORRE DEL GRECO – Dalla “patata bollente” del sequestro da mezzo miliardo agli “ardenti spiriti” di risparmiatori e avvocati gridati ai piedi dell’aula chiusa. Fuochi e fiamme dell’incandescente mattinata di passione vissuta davanti alla sede del Tribunale civile di Torre Annunziata- in via Regina Margherita- dai 50 obbligazionisti della Deiulemar Compagnia di Navigazione che ieri hanno partecipato- seppur solo origliando dietro le porte chiuse- all’udienza relativa alla convalida del maxi sequestro da 500milioni di euro disposto a carico dei vertici della dinastia armatoriale con base nella città del corallo. Un appuntamento importante per i risparmiatori travolti dal crac che ha messo in ginocchio 13mila famiglie, capace di spingere davanti al Tribunale oplontino un nutrito gruppo di “vittime”- per lo più pensionati- che armati di cartelli hanno atteso con ansia la decisione che avrebbe potuto riscrivere la storia del “romanzo armatoriale” che vede coinvolti gli obbligazionisti da una parte e i vertici delle famiglie Lembo, Iuliano e Della Gatta dall’altra. A infiammare il clima di trepidazione alimentato da ore di attesa, è arrivato però- intorno alle 12- uno scontro tra alcuni risparmiatori e un avvocato legato da vincoli di parentela con una delle famiglie a capo dell’ex colosso della navigazione colato a picco con il fallimento del 2012. Uno scambio di battute “velenoso” che ha spinto ai piedi del tribunale avvocati e carabinieri: intervenuti per sedare gli animi e placare i toni. Un “incidente” di percorso che ha fatto da preambolo alla decisione dei giudici. Poco dopo le 12- proprio pochi minuti dopo lo scontro avvenuto nel piazzale- è stato disposto il rinvio dell’udienza al 5 novembre. L’ennesima tappa dell’incredibile “valzer” di sequestri che in questi ultimi mesi ha fatto girare la testa ai risparmiatori di Torre del Greco. Una storia iniziata con il sequestro del 24 maggio scorso, quando il Tribunale delle imprese di Napoli decise di requisire i beni mobili, immobili, crediti, quote, partecipazioni, riconducibili agli armatori fino a 500 milioni di euro. Il tutto- come ribadito dai giudici- per «evitare che soggetti indagati potessero usufruire di quote di fondi esteri presenti su un istituto bancario, di cui avevano chiesto l’immediata restituzione», con particolare riferimento ad alcuni conti su una banca francese. Il 26 giugno, poi la doccia gelata, con la decisione di revocare il provvedimento per una questione di «competenze» visto che buona parte dei beni finiti sottochiave si trovano all’estero. L’ennesima svolta il 18 luglio, a 4 giorni dalla sentenza penale che ha condannato in primo grado a 86 anni di carcere gli imputati. Il presidente del Tribunale delle Imprese di Napoli decide di sospendere il provvedimento di dissequestro, requisendo nuovamente- stavolta in via “cautelativa”- il patrimonio delle tre famiglie. Da qui l’ultima svolta con il Tribunale delle Imprese che ha consegnato la “patata bollente” nelle mani dei giudici di Torre Annunziata. Una decisione che ha portato all’udienza di ieri, alle polemiche e alla rabbia furiosa gridata ai piedi dell’aula. Il tutto per tornare a “ballare”- tra fuochi, fiamme e scontri – l’infinito valzer dei sequestri che tiene con il fiato sospeso una città intera e dal quale dipendono i destini del crac dell’ex «banca privata» di via Tironi.

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      454. Crac Deiulemar, definitiva la condanna a quattro anni e mezzo per Leonardo Lembo

      Fonte: MetropolisWeb

      18 settembre 2014

      metropolis-231113TORRE DEL GRECO – C’è un primo verdetto definitivo e irrevocabile in tutto il groviglio di battaglie giudiziarie legate al crac della Deiulemar Compagnia di Navigazione: la corte di Cassazione ha respinto, infatti, il ricorso presentato dalla procura di Roma avverso la sentenza di patteggiamento di Leonardo Lembo, condannato – a settembre del 2013 – a quattro anni e mezzo di reclusione per associazione a delinquere, bancarotta fraudolenta e raccolta abusiva del risparmio. A un anno dal verdetto capace di scatenare protesta e rabbia tra le 13.000 famiglie rimaste vittime del fallimento dell’ex «banca privata» di Torre del Greco, il primogenito del comandante Giuseppe Lembo – l’unico tra i fondatori dell’ex colosso economico di via Tironi rimasto in vita, dopo la morte di Giovanni Battisti Della Gatta e del «capitano» Michele Iuliano – tira un sospiro di sollievo e porta a casa un importante successo, considerato che parte della pena è stata già scontata in via preventiva prima dietro le sbarre del carcere di Poggioreale e successivamente agli arresti domiciliari. Gli «ermellini» non hanno, dunque, ritenute fondate le obiezioni sollevate dalla procura di Roma sulla «scarsa congruità» della pena patteggiata da Leonardo Lembo: a pesare sulla decisione finale della corte di Cassazione potrebbe essere stata la sentenza di primo grado a carico dei restanti armatori finiti alla sbarra, tutti assolti dall’accusa di associazione a delinquere finalizzata una pluralità di reati. Un’assoluzione che non aveva risparmiato ai sette imputati di incassare condanne per complessivi 86 anni e mezzo di reclusione. A pagare lo scotto più alto per la bancarotta fraudolenta dell’ex colosso economico di via Tironi erano stati i fratelli Angelo Della Gatta e Pasquale Della Gatta: 15 anni e otto mesi per i primi reati contestati dalla procura, un anno e mezzo per i restanti capi d’imputazione. In tutto diciassettenne anni e due mesi, più 600 euro di multa per entrambi. Una stangata senza precedenti, all’altezza della pena incassata da Calisto Tanzi per il crac della Parmalat.  D’altronde, a Torre del Greco la Deiulemar Compagnia di Navigazione è stata ribattezzata come la «Parmalat del mare». E come tale è stata trattata dal tribunale di Roma: a completare l’elenco delle condanne incassate dai vertici e rampolli della prima famiglia fondatrice della Dcn, gli 8 anni inflitti a Lucia Boccia – la vedova di Giovanni Battista Della Gatta – e i nove anni e dieci mesi incassati da Micaela Della Gatta. Stesso metro di giudizio per le eredi del «capitano» Michele Iuliano: la figlia Giovanna Iuliano dovrà trascorrere dieci anni e due mesi dietro le sbarre del carcere, mentre la madre Maria Luigia Lembo si è «fermata» a nove anni e due mesi. A concludere, i quindici anni e otto mesi – a fronte dei 13 anni di reclusione invocati dal pubblico ministero – inflitti al comandante Giuseppe Lembo. Pene pesanti come macigni che i legali degli armatori cercheranno di rintuzzare durante il processo di secondo grado: i termini per la presentazione del ricorso in Appello scadono agli inizi di ottobre, poi si dovrà attendere la fissazione della prima udienza del secondo round in sede penale. Ma il responso della corte di Cassazione indubbiamente potrà essere utilizzato per dimostrare – a dispetto delle diverse strade processuali scelte dagli armatori – l’eccessiva «distanza» tra la stangata inflitta agli imputati che hanno puntato sul rito ordinario e i quattro anni e mezzo portati a casa da Leonardo Lembo attraverso il patteggiamento. Una scelta che ha permesso al primogenito di Giuseppe Lembo di riprendere – a dispetto dei gravi problemi d salute che avevano consentito a Leonardo Lembo di lasciare la sua cella a Poggioreale per passare al regime degli arresti domiciliari, successivamente cancellati per decorrenza dei termini di custodia cautelare – le proprie attività all’interno del settore dello shipping.

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        453. Comitato dei Creditori – Cumunicato n. 44

        Fonte: Comitato dei Creditori

        23 settembre 2014

        COMITATO DEI CREDITORI
        FALLIMENTO DEIULEMAR COMPAGNIA DI NAVIGAZIONE S.p.A.
        COMUNICATO N° 44

        il-comitato-dei-creditoriIn data 15/09/2014 il Tribunale di Napoli – Terza Sezione Civile – Sezione Specializzata in materia di impresa – Presidente dr. R Rustichelli, in seguito a ricorso per reclamo depositato dalla Curatela Fallimento “società di fatto” avverso il provvedimento di dissequestro dei beni appartenenti ai soggetti falliti emesso in data 26/06/2014 dal Tribunale delle Imprese di Napoli – dr. D’Ambrosio, sciogliendo la riserva formulata alla’udienza del 27/08/2014, ha dichiarato l’inammissibilità del suddetto reclamo e, per l’effetto, ha revocato il decreto di sospensione dell’esecuzione del provvedimento reclamato, relativamente alla disposta revoca delle misure cautelari concesse dal Giudice di prime cure, emesso inaudita altera parte il 17/07/2014 dal Presidente della Terza Sezione Specializzata in materia di impresa.
        Il Tribunale di Napoli – Sezione Specializzata in materia di impresa ha dichiarato l’inammissibilità del suddetto reclamo in quanto dinanzi al Tribunale di Torre Annunziata risulta già pendente reclamo avverso l’ordinanza con cui il Giudice di prime cure di detto Tribunale – dr.ssa Diana, aveva dichiarato la propria incompetenza in favore del Tribunale di Napoli – Sezione Specializzata in materia di imprese.
        Pertanto, in data 16/09/2014 il Tribunale di Torre Annunziata, su celere istanza depositata in pari data dalla Curatela del Fallimento n° 24/2013 “società di fatto”, ha disposto la sospensione della revoca del provvedimento di sequestro dei beni immobili, mobili e delle quote societarie indirettamente riferibili ai soggetti condannati nel crac DEIULEMAR disposto dal Tribunale di Napoli – Sezione Specializzata con il provvedimento di rigetto suindicato.
        Pertanto, allo stato i beni in oggetto restano sottoposti ai precedenti sequestri, in attesa dell’esito del’esito dell’udienza del relativo reclamo fissata per il giorno 24/09/2014, ore 9,30 a seguire.
        Si comunica, altresì, che i sigg.ri Pasquale Della Gatta, Angelo Della Gatta e Micaela Della Gatta, Lucia Boccia, Maria Luigia Lembo, Giovanna Iuliano e Leonardo Lembo hanno promosso ricorso in Cassazione avverso la sentenza della Corte d’Appello di Napoli n° 146/2014 che ha confermato, in sede di reclamo, il fallimento SDF e dei suoi soci. Inoltre, avverso la medesima sentenza, i sigg.ri Pasquale Della Gatta, Angelo Della Gatta e Micaela Della Gatta hanno promosso giudizio di revocazione dinanzi alla Corte di Appello di Napoli. Per entrambe le impugnazioni la Curatela e lo scrivente Comitato dei Creditori si stanno prontamente attivando per la relativa costituzione in giudizio.

        Torre del Greco, lì 23.09.2014

        I componenti
        Formicola Lucia
        Di Meglio Norberto
        Avv. Antonio Amato

        Il componente autorizzato ai comunicati
        Avv. Antonio Cardella

        Il Presidente
        Avv. Giuseppe Colapietro

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          452. Crac Deiulemar, il caso resta ai giudici locali: il destino del «tesoro» si decide a Torre Annunziata

          Fonte: MetropolisWeb

          17 settembre 2014

          manifesto protesta shippingTORRE DEL GRECO – Non si deciderà all’estero il destino del sequestro da 500 milioni di euro ai danni degli armatori della Deiulemar Compagnia di Navigazione. A due settimane dalla riprese del braccio di ferro tra la curatela fallimentare dell’ex colosso economico di via Tironi e i legali dei rappresentanti delle famiglie Della Gatta-Iuliano-Lembo arriva l’ennesimo verdetto di una saga giudiziaria che si trascina da circa due anni, tra colpi di scena e battute d’arresto: il tribunale delle Imprese di Napoli ha dichiarato inammissibile il reclamo avverso il dissequestro dei beni appartenenti alla «società di fatto» costituita – secondo il castello accusatorio messo in piedi dal tribunale di Torre Annunziata – da Pasquale Della Gatta, Angelo Della Gatta, Micaela Della Gatta, Lucia Boccia, Maria Luigia Lembo, Giovanna Iuliano, Giuseppe Lembo e Leonardo Lembo. Ovvero, tutti gli imputati condannati in primo grado a complessivi 91 anni di reclusione (compresi i quattro anni e mezzo patteggiati dal rampollo dell’unico superstite dei fondatori dell’ex «banca privata» di Torre del Greco) per il crac da 800 milioni di euro capace di mandare gambe all’aria l’economia della quarta città della Campania e non solo. Il provvedimento emesso dal tribunale delle Imprese di Napoli non scioglie i dubbi sul destino del «tesoro» degli armatori, ma stabilisce che – contrariamente alle ipotesi circolate in estate – il bandolo della matassa dovrà essere sciolto in Italia e non all’estero. Anzi, il tribunale delle Imprese ha superato la questione di giurisdizione asserendo che la competenza in materia spetta al tribunale di Torre Annunziata, dove già pende identico procedimento. Insomma, i tempi d’attesa dell’eventuale recupero dei soldi da parte delle 13.000 famiglie di risparmiatori travolti dal fallimento della Deiulemar compagnia di navigazione.  «Sicuramente sarebbe stato meglio l’accoglimento del reclamo – osserva l’avvocato Antonio Cardella, rappresentante del comitato dei creditori – ma va considerato l’aspetto positivo relativo alla competenza del tribunale di Torre Annunziata. Nel frattempo, comunque, non dimentichiamo che rimane confermato il fallimento della società di fatto».

           

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