435. Crac Deiulemar, gli armatori preparano la rivincita: «Motivazioni contraddittorie, ribalteremo il verdetto in Appello»

Fonte: MetropolisWeb

27 luglio 2014

villa della gattaTORRE DEL GRECO – Avranno tempo fino al 9 ottobre per presentare appello avverso la sentenza che ha distribuito la bellezza di 86 anni e mezzo di carcere ai sette imputati ritenuti responsabili del «grande crac» della Deiulemar Compagnia di Navigazione. Ma i legali delle tre storiche famiglie di armatori di Torre del Greco già sono pronti alla nuova battaglia: «Perché le motivazioni dei giudici della quarta sezione penale del tribunale di Roma – sottolineano a una sola voce – appaiono deboli e, in diversi punti, contraddittorie». Dopo il deposito delle ragioni della stangata, circola un cauto ottimismo all’interno degli ambienti legati all’ex colosso economico di via Tironi: «La lettura delle motivazioni rafforza le perplessità emerse il giorno della sentenza – spiega l’avvocato Rino Imbò, difensore di Giovanna Iuliano e Maria Luigia Lembo, rispettivamente erede e vedova del capitano Michele Iuliano – in particolare relativamente alle condanne decise dal tribunale di Roma». Pene comprese tra i 17 anni e due mesi inflitti ai fratelli Angelo Della Gatta e Pasquale Della Gatta e gli otto anni decisi per Lucia Boccia: «Numeri che non trovano, a mio giudizio, adeguato sostegno dalla motivazioni della sentenza – afferma il neo presidente dell’associazione forense «Enrico De Nicola» -. D’altronde, durante lo svolgimento del processo, il tribunale di Roma non ha consentito alle difese degli imputati di ascoltare una serie di testimoni che avrebbero potuto chiarire importanti aspetti della vicenda. Così come non è stata consentita l’acquisizione di importanti documenti per sostenere le tesi difensive». Un vuoto che potrebbe lasciare ampi margini di manovra per provare a rintuzzare le condanne in secondo grado: «Il tribunale di Roma – conclude l’avvocato Rino Imbò – ha riconosciuto che la vendita delle navi non è avvenuta a un prezzo irrisorio né a un costo di favore». Un tasto su cui batte anche l’avvocato Giro Sepe, difensore – insieme al professore Alfonso Stile – dei due fratelli Angelo Della Gatta e Pasquale Della Gatta: «Non si può non notare – sottolinea il legale – come le condanne siano avvenute per qualcosa di diverso rispetto ai reati in contestazione: in pratica, il tribunale di Roma sostiene che la flotta non si doveva vendere tout court e non che sia stata venduta, come sostenuto dall’accusa, a un prezzo inferiore al suo effettivo valore». Insomma, un classico «caso di scuola» del reato di bancarotta. Senza la volontà degli armatori – la tesi sempre sostenuta dalla difesa delle tre famiglie – di truffare i risparmiatori. «Basti pensare che prima del fallimento – ricorda l’avvocato Giro Sepe – la Deiulemar Holding aveva retrocesso diverse partecipazioni, in primis il palazzo d’Avalos a Napoli, alla Deiulemar Compagnia di Navigazione». Una «buonafede» confermata dalle importanti assoluzioni da cui ripartiranno i legali degli imputati per il processo d’appello: «L’assoluzione dall’accusa di associazione a delinquere – conclude il difensore della famiglia Della Gatta – sarà sicuramente importante in futuro, così come l’assoluzione dalla transazionalità che prova il mancato coinvolgimento in tutte le operazioni della Dnc di soggetti esteri».

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    434. Crac Deiulemar | LE MOTIVAZIONI DELLA SENTENZA – Parte 2

    Fonte: MetropolisWeb

    25 luglio 2014

    mn stefania lemboTORRE DEL GRECO – Le motivazioni della sentenza a carico dei 7 imputati ritenuti a vario titolo responsabili del «crac Deiulemar» da ottocento milioni di euro. Il verdetto è stato emesse della quarta sezione del tribunale di Roma, presieduta dal giudice Laura De Girolamo. Le pene: 86 anni e mezzo di reclusione la stangata incassata dai sette imputati delle famiglie Della Gatta, Iuliano e Lembo. Metropolisweb.it vi riporta tutto ciò che hanno scritto i giudici e i motivi per i quali i vertici della Deiulemar sono stati condannati

    La creazione di Deiulemar Holding
    La DCN (Deiulemar Compagnia di Navigazione) aveva ad oggetto l’esercizio di trasporti marittimi vuoi con navi proprie, gestite direttamente o da terzi attraverso la stipula di contratti di nolo “attivi”, vuoi con navi altrui, di cui veniva acquisita la disponibilità mediante la conclusione di contratti di nolo La compagnie sociale della DCN era, al 2004, così strutturata: Lembo Giuseppe deteneva il 1,59% delle azioni, Boccia Lucia il 1,59%, Iuliano Michele il 1,59% e Sirefid il 95,22%. Le quote della Sirefid erano detenute paritariamente dai tre soci anzidetti o comunque dai coniugi di costoro: Lembo Giuseppe deteneva il 33,33%, Boccia Lucia- vedova di Giovanbattista Della Gatta, deceduto il 27.11.1994- il 33,33%, ed i coniugi Maria Luigia Lembo e Michele Iuliano il restante 33,33%.

    La prima operazione significativa, per i motivi di seguito esposti, è consistita nella creazione di una holding e nel trasferimento ad essa delle quote di pa11ecipazione in DCN. Detta operazione ha avuto luogo nel 2004. Il 6.10.2004 i soci persone fisiche hanno deliberato in sede di assemblea la cessione delle loro quote alla Cordusio s.r.l., che, quindi, è divenuta detentrice del 4,78% del capitale sociale.

    Il 29.10.2004, Sirefid e Cordusio s.r.l. hanno acquistato la Altom 2000 s.r.l., che ha acquisito la denominazione di Deiulemar Holding s.r.l. (innanzi indicata come DR), di cui è stato nominato amministratore unico Aniello Lauretta. A tale società, il 23.12.2004, le fiduciarie hanno trasferito le partecipazioni in DCN. A questo punto, quindi, le due fiduciarie Sirefid e Cordusio detenevano l’intero capitale sociale di DR.

    Il 7.2.2005 e il 11.5.2005 i fiducianti (si ripete: Lembo Giuseppe; Boccia Lucia; Maria Luigia Lembo e Michele Iuliano) hanno trasferito, tramite le suddette fiduciarie Sirefid e Cordusio, le quote di DH, e automaticamente anche quelle di DCN, ad UBS fiduciaria -di cui era fiduciante Lucia Boccia-, a Servizio Italia s.p.a. -di cui erano fiducianti Michele Iuliano ementre Giuseppe Lembo le ha mantenute in Cordusio. La creazione di questo schema societario ha consentito di mantenere il controllo della DCN, per il tramite delle società interposte, in capo agli originari soci, i quali hanno semplicemente mutato veste formale, passando, appunto, da soci a fiducianti delle fiduciarie che controllano la holding.

    Dal punto di vista economico, il contratto di cessione del pacchetto azionario di DCN dalle fiduciarie Sirefid e Cordusio a DH fissava il prezzo in 79.000.000,00 di euro, poi aumentato fino a 99.000.000,00 di euro. Questo prezzo è stato pagato negli anni dal 2005 al 2007 utilizzando i dividendi distribuiti dalla società controllata DCN al socio unico DR (cfr. deposizione del col. Auriemma e relazione agenzia entrate acquisita all’udienza del 30.9.2013).

    Più in particolare, le indagini hanno accertato che DCN ha distribuito in favore di DR, nel corso degli anni successivi al trasferimento delle quote, dividendi per circa euro 120.000.000, di cui 16.000.000 nel 2005, 27.000.000 nel 2006 e nel 2007. Parte di tali dividendi è stata trasferita in favore dei soci di DR a titolo di pagamento del prezzo di cessione delle quote di DCN; in altre parole, i soci di DCN, per effetto della cessione del pacchetto azionario, avevano maturato nei confronti dell’acquirente DR un credito pari a euro 99.000.000,00. Tale credito è stato soddisfatto da DH utilizzando le rimesse provenienti da DCN a titolo di distribuzione di dividendi.

    Deve, sin d’ora, rilevarsi che, stante la coincidenza tra le compagini sociali di DCN e di DH, la prima società ha direttamente pagato il prezzo del suo acquisto con gli utili prodotti. Riservando di tornare su questa ristrutturazione societaria così sinteticamente esposta nel prosieguo, va sin d’ora evidenziato che l’anno successivo è stata posta in essere altra operazione estremamente significativa per la attività del gruppo.

    (Le parti pubblicate – PARTE 1| «Ecco l’introduzione scritta dei giudici»)

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      433. Crac Deiulemar, le telefonate tra Giovanna Iuliano e Paolo Palomba – LE INTERCETTAZIONI

      Fonte: MetropolisWeb

      25 luglio 2014

      giovanna iulianoTORRE DEL GRECO – La conferma che Giovanna Iuliano fosse a conoscenza di tutti gli affari della Deiulemar compagnia di navigazione arriva – secondo il tribunale di Roma – dalla conversazione con Paolo Palomba intercettata il 14 marzo 2012.

      Giovanna: pronto?
      Paolo: Giovanna, sempre Paolo.
      Giovanna: dimmi, Paolo!
      Paolo: chill po’… ariescono tutte le cose! Allora, oltre quelle due cose là…
      Giovanna: eh…
      Paolo: c’è anche un’altra richiesta di estratti conto di un vecchio conto di papà, quello vecchio di Unicredit Banca, un conto chiuso nel 2007 e poi trasferito…
      Giovanna: sì, ma che tipo di conto è? A livello personale o sempre della società?
      Paolo: no, allora, quelli… abbiamo sempre usato i conti personali…
      Giovanna: sì, vabbuò, tutto quello che vuoi tu, ma funzionava… per gli obbligazionisti oppure funzionava a livello personale?
      Paolo: sempre per gli obbligazionisti…
      Giovanna: e allora non è personale, è della società comunque. Vabbè partendo da questo presupposto, perché chi sente pe’ telefono a me addà sape’chest’ ‘i cose!
      Paolo: si, si, si, va benissimo.
      Giovanna: eh, e uno! Va bene, sissignore, dai anche quelli, va bene.

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        432. Crac Deiulemar, riconosciute le obbligazioni irregolari. Vittoria Adusbef

        Fonte: MetropolisWeb

        24 luglio 2014

        fotomanifestazionedeiulemarTORRE DEL GRECO – Soddisfazione che l’avvocato Monica Cirillo affida a un lungo e dettagliato post su Facebook: «Innanzitutto il tribunale di Roma – scrive il legale nel gruppo virtuale diventato il punto di riferimento degli obbligazionisti della Deiulemar Compagnia di Navigazione – sottolinea che i titoli cosiddetti irregolari si devono ‘senz’altro considerare titoli della Dcn’, facendo piazza pulita delle illazioni di chi ritiene che tale debito sia da ascrivere al solo comandante Michele Iuliano, prime fra tutte Consob e società di revisione». Il collegio presieduto dal giudice Laura De Girolamo evidenzia, infatti, come «non v’è dubbio alcuno sul fatto che l’emissione delle obbligazioni irregolari siano riferibili alla società Dcn. In particolare, va rilevato che si trattava di titoli pressoché identici ai regolari: riportanti il nome della società; emessi in uffici, sottoscritti dall’amministratore e rilasciati da dipendenti della stessa; inseriti a seguito del censimento nel bilancio della società; confluiti nel passivo fallimentare, riconosciuti come debiti sociali nella proposta di concordato». Una tesi sostenuta dall’Adusbef, pronta a scendere in campo per tutelare le vittime della «Parmalat del mare» all’ombra del Vesuvio. «Il caso della Deiulemar Compagnia di Navigazione – afferma l’avvocato Monica Cirillo – rappresenta la Caporetto del sistema dei controlli. Nulla ha funzionato: certamente non hanno funzionato gli organi di controllo e le normative anti-riciclaggio, considerato che sui conti correnti personali di Michele Iuliano sono transitati circa 900 milioni di euro». Un flusso di denaro che gli armatori avrebbero voluto addossare al solo «capitano», sostenendo che i debiti contratti con i risparmiatori erano debiti personali del patriarca non riferibili alla compagnia di navigazione: «Oggi il tribunale di Roma – conclude la rappresentante dell’Adusbef – fa piazza pulita di ogni illazione, evidenziando che non v’è dubbio alcuno sul fatto che l’emissione delle obbligazioni irregolari siano riferibili alla società Dcn».

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          431. Crac Deiulemar | LE MOTIVAZIONI DELLA SENTENZA – Parte 1

          Fonte: MetropolisWeb

          24 luglio 2014

          in manetteTORRE DEL GRECO – Le motivazioni della sentenza a carico dei 7 imputati ritenuti a vario titolo responsabili del «crac Deiulemar» da ottocento milioni di euro. Il verdetto è stato emesse della quarta sezione del tribunale di Roma, presieduta dal giudice Laura De Girolamo. Le pene: 86 anni e mezzo di reclusione la stangata incassata dai sette imputati delle famiglie Della Gatta, Iuliano e Lembo. Metropolisweb.it vi riporta tutto ciò che hanno scritto i giudici e i motivi per i quali i vertici della Deiulemar sono stati condannati

          Ecco l’introduzione scritta dei giudici

          Con decreto di giudizio immediato in data 19.11.2012, Della Gatta Angelo, Della Gatta Pasquale, Lembo Giuseppe, Iuliano Giovanna, Della Gatta Micaela, Lembo Leonardo, Boccia Lucia e Lembo Maria Luigia sono stati tratti a giudizio per rispondere dei reati loro rispettivamente ascritti in epigrafe.
          All’udienza del 11.3.2013 il tribunale disponeva nuova notifica del decreto all’avvocato Salvi, difensore di Lembo Maria Luigia e rinviava all’udienza 8.5.2013, in cui venivano ammesse le parti civili, indicate in epigrafe, e veniva superata la fase delle questioni preliminari sollevate in punto di ammissione delle parti civili, di richiesta di citazione dei responsabili civili, con ordinanze allegate al verbale.
          Alla successiva udienza del 12.6.2013, risolte ulteriori questioni relative alla esclusione di parti civili ed alla richiesta di citazione di responsabili civili, il tribunale rigettava la richiesta di giudizio abbreviato condizionato avanzata nell’interesse di Iuliano Giovanna, come da ordinanza cui si rinvia, prendeva atto del mancato consenso del pubblico ministero sulla richiesta di applicazione pena formulata dagli imputati Della Gatta Angelo, Della Gatta Pasquale, Della Gatta Micaela e Boccia Lucia e disponeva lo stralcio della posizione’ di Lembo Leonardo con rinvio al 25.9.2013 per le valutazioni in merito alla richiesta di applicazione della pena su cui il pubblico ministero aveva espresso il consenso, disponendo procedersi oltre per gli altri imputati.
          Alla stessa udienza le parti formulavano istanze di prova orale e documentale, su cui il tribunale provvedeva come da ordinanza allegata al verbale cui si rinvia.
          All’esito della lettura di detta ordinanza, gli avvocati Stile e Sepe, difensori di Della Gatta Angelo, Della Gatta Pasquale, Della Gatta Micaela e Boccia Lucia, dichiaravano di rinunciare al mandato ed il tribunale nominava ad ognuno di costoro un difensore di ufficio.
          All’udienza del 25.9.2013, preso atto della intervenuta nuova nomina degli avvocati Stile e Sepe da parte dei predetti imputati, il tribunale respingeva l’istanza di modifica del!’ ordinanza di ammissione delle prove e l’avvocato Sepe, dopo l’emissione di sentenza di applicazione della pena nei confronti di Lembo Leonardo nel procedimento stralciato, invitava il tribunale ad astenersi.
          Il collegio, pur non ravvisando motivi di incompatibilità, riteneva di sottoporre la questione al Presidente del tribunale sospendendo l’udienza.
          Con provvedimento in pari data il Presidente respingeva la richiesta di astensione; indi l’avvocato Sepe fommlava formale istanza di ricusazione ai seni dell’art. 37 c.p.p., in relazione all’art. 36. G) c.p.p. Jl tribunale, quindi, disponeva la trasmissione degli atti alla Corte d’appello competente a decidere per la ricusazione e, in applicazione dell’ art. 37, comma 2, c.p.p. procedeva all’ulteriore corso del giudizio con escussione del teste Capuozzo Gaetano, con acquisizione di documentazione e, segnatamente, di tre schemi della compagine societaria del gruppo Deiulemar, oltre al processo verbale di operazioni compiute della guardia di finanza in data 24.5.2012.
          Alla successiva udienza del 30.9.2013 il pubblico ministero depositava elenco delle telefonate da trascrivere ed il tribunale nominava quale perito Cacioni Federico, già previamente all ‘uopo citato, cui veniva conferito incarico di procedere alla trascrizione.
          Si procedeva quindi a concludere l’esame del teste Capuozzo con acquisizione della documentazione cui il medesimo aveva fatto riferimento, tra cui due relazioni di servizio e nota della Banca d’Italia del 17.1.2012. Si procedeva poi a sentire i testi Auriemma Francesco, con acquisizione dell’informativa della guardia di finanza del 19.7.2012 da utilizzare nei limiti di cui al verbale d’udienza, nonché del processo verbale di constatazione dell’ Agenzia delle entrate del 31.1.2012; si escutevano, poi, i testi Colapietro Giuseppe, con acquisizione di due titoli obbligazionari da costui indicati, ed il curatore del fallimento Deiulemar Compagnia di Navigazione s.p.a. (in seguito indicata come DCN), dotto Costantino Giorgio; venivano, infine, acquisiti: la relazione ex art. 33 L. P. , dichiarata utilizzabile con le precisazioni di cui al verbale di udienza, nonché tre pareri prodotti dal difensore della curatela DCN.
          Il 30.10.2013 venivano escussi: Cattaneo Antonio, Cacioni Federico, con acquisizione delle trascrizioni delle telefonate intercettate ed il consulente sul pubblico ministero Marzani Gianpaolo. Il tribunale respingeva l’istanza della difesa di declaratoria di inutilizzabilità delI’elaborato peritale redatto, su incarico di Marzani, dall’ ng. Gennaro, qualificando quest’ultimo come ausiliario, la cui nomina era stata regolannente autorizzata dal pubblico ministero all’atto del conferimento d’incarico.
          Si procedeva, quindi, a differire la conclusione dell’esame del consulente Marzani rispetto all’acquisizione dell’elaborato dell’ing. Gennaro, che la difesa assumeva non essere mai stato depositato al fascicolo del pubblico ministero (cfr. trascrizioni del verbale di udienza). Si procedeva quindi all’escussione dei testi della parte civile fallimento DCN: Cirillo Antonio, Fonnisano Donatella, Vado Lucia -in relazione alla cui posizione, sull’accordo delle parti, sono stati acquisiti gli allegati alla querela a suo tempo sporta-, Frulio Pina, Palomba Raffaele, De Marco Antonio.
          Il successivo 22.1.2013, respinta come da ordinanza allegata al verbale di udienza l’istanza di rinvio per impedimento degli imputati Della Gatta Angelo e Pasquale, venivano 2 sentiti i testi Maviglia Roberto, Palomba Emilia -ai sensi dell’art. 195 c.p.p.-, Lauretta Aniello, Torrese Luigi, Spagnuolo Elio, Iuliano Raffaele, Previtera Antonello, Palomba Paolo.
          Il teste Maviglia, spontaneamente comparso, chiedeva, quindi, di essere autorizzato a rettificare le dichiarazioni rese all’udienza precedente ed il tribunale lo invitava a depositare una rettifica scritta, riservandosi ogni valutazione in ordine alla sua richiesta di essere nuovamente escusso. All’udienza del 25.11.2013, respinta nuovamente l’istanza si rinvio per impedimento degli imputati Della Gatta Angelo e Pasquale, si concludeva l’esame del consulente del pubblico ministero Marzani e si escutevano i testi Roscini Daniela, indicata dalla parte civile fallimento DCN; Pagano Carlo e Nicola De Pascale, indicati dalle parti civili rappresentate dall’avvocato Vitiello. Venivano,’ altresì, acquisite: la consulenza tecnica redatta dal dott. Marzani con l’elaborato del dott. Gennaro, la relazione della dott.ssa Roscini, il verbale della guardia di finanza in data 3.12.2010 con elenco degli obbligazionisti, gli atti relativi alla vendita di tre motonavi, il bilancio di esercizio di Vasto s.r.l.
          Indi, gli imputati Della Gatta Angelo e Della Gatta Pasquale chiedevano 1′autorizzazione ad allontanarsi dal comune di Torre Del Greco per presenziare alla successiva udienza.
          Il successivo 16.12.2013 veniva acquisita la relazione del teste Maviglia, nonché una memoria della parte civile Ascione Ferdinanda e si escuteva la teste Esposito Assunta; ,indi si procedeva all’esame dell’imputato Della Gatta Angelo.
          II 24.1.2014 si concludeva l’esame di Della Gatta Angelo e si escutevano i consulenti della difesa Tassia Mariano e Martinoli Giovanni, con acquisizione delle relative relazioni; si acquisivano, poi, documentazione prodotta dalla difesa degli imputati Angelo Della Gatta, Iuliano Giovanna, documentazione prodotta dall’avvocato Palomba, relativa alle parti civili dalla stessa assistite, nonché memorie degli imputati Lembo Maria Luigia, Della Gatta Pasquale e Iuliano Giovanna.
          All’udienza del 27.1.2014 veniva acquista ulteriore documentazione prodotta dalla difesa della parte civile Curatela fallimento di Deiulemar Shipping s.p.a. (in seguito DS), dagli avvocati Sepe e Stile, nonché memoria dell’imputata Micaela Della Gatta. Si procedeva quindi all’esame dei testi Lamparella Giuseppe, Romano Giovanna, Ascione Luigi, Donadio Alina, Imparato Salvatore, Maiulo Amelia, Loffredo Anna. Gli imputati Della Gatta Angelo e Della Gatta Pasquale chiedevano di allontanarsi dal comune di Torre Del Greco per presenziare alla successiva udienza.
          All’udienza del 17.3.2014, dichiarata chiusa l’istruttoria dibattimentale, procedevano a discussione il pubblico ministero e le parti civili, che depositavano memorie e conclusioni scritte con allegata documentazione con supporto informatico.
          Il successivo 20.3.2014, fuori udienza, il pubblico ministero depositava in cancelleria gli atti relativi agli interrogatori degli imputati, di cui aveva risen’ato la produzione.
          Alle successive udienze del 19.3.2014 e 18.4.2014 discutevano i difensori degli imputati, depositando ulteriore memoria di Lembo Maria Luigia.
          Infine, con atto del 30.4.2014, il pubblico ministero depositava ulteriori atti acquisiti a seguito della rogatoria internazionale in Svizzera, con avviso di deposito alle altre parti. L’udienza del 23.5.2014, fissata in calendario per eventuali repliche, veniva rinviata in attesa della definizione del procedimento per ricusazione pendente in Corte di Cassazione, con udienza fissata innanzi alle Sezioni unite il 26.6.2014. Venivano acquisiti i verbali di interrogatorio di cui sopra.
          All’udienza del 11.7.2014 il tribunale dava atto del rigetto dell’istanza di ricusazione e, acquisita la rinuncia alle repliche da parte del pubblico ministero, dava lettura del dispositivo della sentenza.
          Il presente processo ha ad oggetto le vicende del gruppo societario denominato “Deiulemar”; dal punto di vista storico, la prima società di tale gruppo, costituita sin dal 1969, è la Deiulemar Compagnia di Navigazione s.r.l. (poi divenuta s.p.a.). Si analizzeranno di seguito le operazioni ordinarie e straordinarie che l’hanno interessato, per quel che rileva con riguardo ai fatti descritti nei capi di imputazione, con la specificazione che con sentenza del 2.5.2012 il tribunale di Torre Annunziata ha dichiarato il fallimento della DCN e che con successiva sentenza del è stato dichiarato anche il fallimento di DS.

          (Le parti pubblicate – PARTE 2| «La creazione di Deiulemar Holding»)

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