513. Crac Deiulemar, la crociata delle vittime: «vogliamo un nuovo comitato dei creditori»

Fonte: MetropolisWeb

24 settembre 2015

deiulemariuoliTORRE DEL GRECO – Riprende la battaglia degli obbligazionisti della Deiulemar Compagnia di Navigazione per provare a recuperare il “tesoro scomparso” insieme alla “Parmalat del Mare” di Torre del Greco. Archiviate le ferie estive, in vista di un autunno particolarmente caldo all’ombra del Vesuvio sotto il profilo della guerra giudiziaria agli armatori-vampiri dell’ex colosso economico di via Tironi, le vittime del “grande crac” affilano le penne per provare a vedere riconosciuti i propri diritti. A partire da un’adeguata rappresentanza all’interno del comitato dei creditori, l’organismo che dovrebbe difendere gli interessi delle vittime del fallimento da 800 milioni di euro: un organismo ridotto dal giudice delegato Massimo Palescandolo del tribunale di Torre Annunziata da cinque a tre componenti, penalizzando proprio i rappresentanti dei risparmiatori. Una decisione contro cui già si era levato il grido di protesta delle 13.000 famiglie finite gambe all’aria per la bancarotta fraudolenta dell’ex banca privata di Torre del Greco. Ora pronti a promuovere una vera e propria petizione da inviare al presidente Oscar Bobbio del tribunale di Torre Annunziata con lo scopo di ripristinare un comitato di creditori a 5 componenti. Nove i punti di raccolta delle firme, indicati in un volantino affisso in città e pubblicato sul blog “Deiulemar: Post Fata Resurgo”: «è estremamente importante – si legge nella nota – partecipare alla sottoscrizione e fare valere i nostri diritti per evitare che la tragedia – Deiulemar finisca nel dimenticatoio».

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    512. Crac Deiulemar, caccia ai complici degli armatori-vampiri: trenta denunce contro le banche

    Fonte: MetropolisWeb

    13 settembre 2015

    manifesto protesta shippingTORRE DEL GRECO – Trenta denunce per provare a stanare i “complici” del fallimento da 800 milioni di euro della Compagnia di Navigazione. In attesa del processo d’Appello agli armatori-vampiri condannati in primo grado a complessivi 90 anni di carcere – a un anno e due mesi dalla sentenza emessa dalla IV sezione del tribunale di Roma, tutto tace sulla data del “secondo round” in aula – i risparmiatori dell’ex colosso economico di via Tironi non s’arrendono. Anzi, mettono in campo nuove iniziative per allargare il giro dei responsabili del “grande crac” capace di inguaiare 13.000 famiglie di obbligazionisti. E sotto i riflettori dei creditori finiscono i direttori e i cassieri di banche e istituti di credito che, ignorando le elementari norme vigenti in materia di anti-riciclaggio, avrebbero “chiuso un occhio” davanti ai flussi di denaro confluiti su conti correnti formalmente intestate a persone fisiche – leggi in primis il “capitano” Michele Iuliano, stroncato da un improvviso malore proprio durante i giorni caldi dell’inchiesta condotta dalla guardia di finanza – e non alla Compagnia di Navigazione. Trenta, al momento, sono i risparmiatori che – attraverso il proprio legale di fiducia, l’avvocato Antonio Cirillo – hanno presentato un esposto-denuncia alla procura di Torre Annunziata affinché siano individuati «i dirigenti, i cassieri e i direttori degli istituti di credito che hanno aiutato le famiglie Della Gatta, Iuliano e Lembo a commettere una serie infinita di episodi di reato di riciclaggio». Querele accompagnate da una valanga di copie di assegni emessi dalle ignare vittime della futura “Parmalat del Mare” per procedere all’acquisto di obbligazioni non regolari: «Abbiamo investito nel tempo delle somme di denaro – si legge in una missiva-tipo presentata al pool di magistrati guidati dal procuratore Alessandro Pennasilico – ritenendo di acquistare obbligazioni della Deiulemar compagnia di navigazione. A seguito di ciò, abbiamo sempre percepito il pagamento degli interessi pari al 5,8% alle scadenze annue stabilite che venivano sempre ricapitalizzati e reinvestiti in nuovi presunti titoli obbligazionari». Operazioni effettuate alla luce del sole, attraverso assegni bancari. Con la certezza che i flussi di denaro fossero tutti regolarmente tracciati: una certezza diventata illusione il 2 maggio del 2012, quando il tribunale di Torre Annunziata decretò il fallimento della Deiulemar compagnia di navigazione e certificò come la stragrande maggioranza dei titoli rilasciati agli investitori fossero semplici bond-cartastraccia. Una vera e propria truffa, facilitata sia dalla completa assenza di verifiche contabili da parte degli organi di controllo sia dalla “leggerezza” con cui direttori e cassieri eseguivano le operazione bancarie degli armatori-vampiri: «Lo svuotamento delle casse della società e il successivo deflusso del denaro nei conti correnti intestati alle persone fisiche dei soci ha costituito indubbiamente un ostacolo alla tracciabilità dei soldi». Ovvero, una condizione che lascerebbe prefigurare proprio l’ipotesi delittuosa del riciclaggio. Una battaglia che le vittime del “grande crac” vogliono portare fino alle estreme conseguenze, allo scopo di allargare il giro dei responsabili del fallimento e – conseguentemente – aprire nuovi spiragli per aumentare il tesoretto a disposizione dei creditori. «Se le attività delittuose fossero state ogni volta segnalate – la tesi portata avanti dagli obbligazionisti attraverso l’avvocato Antonio Cirillo – i titolari dei conti correnti avrebbero avuto grosse difficoltà ad accaparrarsi tutto il denaro. Alla luce di tali fatti, si chiede di identificare e perseguire i responsabili dei reati ravvisabili nel caso di specie, con il loro assoggettamento a idonea pena e con riserva di costituzione di parte civile».

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      511. Crac Deiulemar, i risparmiatori scrivono al presidente del tribunale di Torre Annunziata: «Risposte certe o sarà rivolta»

      Fonte: MetropolisWeb

      12 settembre 2015

      manifestazione-17-11-14TORRE DEL GRECO – Il video in cui Pasquale Della Gatta – condannato in primo grado, esattamente come il fratello Angelo Della Gatta, a 17 anni e due mesi di reclusione per bancarotta fraudolenta e raccolta abusiva del risparmio – si scatena sulla pista da ballo di un noto club privato di Capri è stato la classica goccia in grado di fare traboccare il vaso dei veleni accumulato in tre anni e mezzo dalle vittime del “grande crac” della Deiulemar Compagnia di Navigazione. L’ennesimo affronto degli armatori-vampiri ha, infatti, messo nuovamente in moto la “macchina della protesta” delle vittime travolte dal fallimento da 800 milioni di euro dell’ex colosso economico di via Tironi: vittime pronte a organizzare un incontro presso la “Casa del combattente” per pianificare le azioni da mettere in campo per tenere alta l’attenzione sul caso della “Parmalat del mare”. Un’accesa riunione in cui non sono mancati momenti di tensione, ma chiusa – alla fine di una lunga discussione – con una decisione unanime: «Prima di indire la prossima manifestazione in strada – si legge sul gruppo Facebook “Deiulemar: Post Fata Resurgo” – invieremo al presidente Oscar Bobbio del tribunale di Torre Annunziata una serie di domande su tutte le anomalie riscontrate fino a oggi. Naturalmente non ci accontenteremo della chiacchiere, ma esigeremo risposte concrete». Altrimenti, la “soluzione” resterà una: scendere nuovamente in strada «per una manifestazione in grado di coinvolgere tutti i risparmiatori». Non solo: durante l’incontro non sono mancati polemici riferimenti agli avvocati che – all’inizio del dramma – si erano auto-nominati “paladini degli obbligazionisti” per poi sparire, salvo qualche sporadico proclama, nel nulla. «Abbiamo notato l’assenza assoluta dei legali – sottolineano i risparmiatori -. Ci sentiamo abbandonati al nostro destino, ma non ci fermeremo e porteremo avanti la nostra battaglia per portare alla luce le nefandezze degli armatori-vampiri».

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        510. Crac Deiulemar, gli obbligazionisti parlano e gli armatori ballano

        Fonte: La Torre 1905

        08 settembre 2015

        nave deiulemarTORRE DEL GRECO – Crac Deiulemar, nuovo incontro degli obbligazionisti. E’ polemica dopo un video in cui si vede uno dei soci Deiulemar ballare all’Anema e Core di Capri. Il nuovo incontro promosso dal gruppo di obbligazionisti coinvolti nel fallimento della Compagnia di Navigazione torrese è fissato per mercoledì prossimo 9 settembre alle 18, al circolo “ Casa del combattente” in villa comunale, tutti gli obbligazionisti sono invitati a partecipare per discutere sulle prossime cause, i ricorsi, i sequestri, ma soprattutto per commentare le immagini che girano in questi giorni su internete in cui si vede uno dei fratelle Della Gatta scatenarsi sulla pista del noto locale caprese dell’Anima e Core, cosa che ha fatto infuriare non poco coloro che hanno perso i loro risparmi nel crac della compagnia armatoriale torrese. Solo qualche mese fa sul blog utilizzato dagli obbligazionisti è stata fatta una ricostruzione sull’architettura societaria costruita dalle tre famiglie di armatori torresi. “Dal 2004 – c’era scritto – la Deiulemar compagnia di navigazione comincia l’opera di svuotamento e l’inizio della truffa alle nostre spalle (ma forse anche prima) con la cessione delle navi alla neonata Deiulemar Shipping”. Poi: “La Deiulemar shipping è controllata al 100% dalla lussemburghese Poseidon International sa , a sua volta la Poseidon International sa è controllata da altre tre società lussemburghesi: Sbf sa, Azzurro e Azzurra sa e Hamburg International sa. Dietro queste tre società ci sono le tre famiglie di armatori. La Sbf sa – infatti veniva spiegato – è controllata al 100% da una società di Madeira la Prothinny Financieira lda a sua volta controllata da un trust che si chiama Bigei controllata a sua volta dalla Bsi trust corporation di Malta che a sua volta è appendice della Bsi sa di Lugano. dietro questo trust ci sono Pasquale e Micaela Della Gatta”. E ancora: “Per questo trust come per quasi tutti gli altri ci sono contenziosi in corso che presumibilmente arriveranno fino alla cassazione”. “Il valore (valore non liquidi) del trust Bigel e’ di 363 milioni di euro”, concludeva la ricostruzione. Una ricostruzione che – spiegava l’avvocato Antonello Amato, membro del Comitato dei Creditori del fallimento Deiulemar Compagnia di Navigazione Spa – è fatta “sulla base delle investigazioni della Guardia di Finanza”. In più, è partita da tempo una raccolta di firme per un esposto da presentare agli organi istituzionali dello Stato. Ma per dare veramente una speranza ai migliaia di obbligazionisti di recuperare parte dei soldi investiti “bisogna aspettare la sentenza della Cassazione”, aggiungeva un po’ di tempo fa l’avvocato Amato. Insomma, ancora un po’ di pazienza per gli oltre 13mila obbligazionisti della Deiulemar Compagnia di Navigazione travolti dal fallimento da 800milioni di euro dell’ex colosso armatoriale con sede a Torre del Greco.

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          509. Crac Deiulemar, assalto alle banche del crac. Riparte la caccia ai “tesori”

          Fonte: Metropolis

          05 settembre 2015

          corteo-ridateci-il-futuroTORRE DEL GRECO – Un vero e proprio assalto alle banche per mettere le mani sui conti “segreti” degli ex armatori. Una guerra ai signori della finanza per chiarire le reali responsabilità degli istituti di credito sul crac da 800 mlioni di euro che ha mandato gambe all’aria una città intera. E’ il senso dell’ultima battaglia messa in campo dai legali che difendono i 13 mila obbligazionisti coinvolti nel crac della Deiulemar Compagnia di Navigazione, il colosso armatoriale specializzato nella raccolta dei risparmi fallito nel 2012. Aspettando la conferma dei sequestri già messi in atto nei confronti della dinastia di armatori a capo dell’impresa condannati complessivamente a oltre 90 anni di carcere in primo grado i legali delle 13mila famiglie che hanno investito i risparmi di una vita nelle casse del colosso della navigazione, sono al lavoro per aprire un nuovo fronte di speranza su quel fallimento che ha affondato Torre del Greco. Nel mirino, stavolta, gli istituti di credito, italiani e stranieri, che avrebbero custodito i “tesori” degli armatori. Si parte con la battaglia messa in campo dalla curatela della società di fatto per recuperare i 3 trust da 316 milioni di euro che sarebbero custoditi dalla Bank of Valletta, l’istituto di credito per un quarto gestito dal governo di Malta. Un caso clamoroso che rischia di innescare uno scontro “diplomatico”- tra avvocati e rappresentanti di trust e fiduciarie al quale si associa la “guerra” alle banche italiane. Nel mirino dei legali, infatti, oggi ci sono gli istituti di credito che avrebbero “favorito” quell’anomala raccolta di fondi messa in campo dai vertici dell’ex banca privata della città del corallo. «Oltre alla conferma dei sequestri afferma Giuseppe Colapietro, avvocato dei risparmiatori ed ex rappresentante del comitato dei creditori serve concentrarsi anche sul fronte delle banche. L’obiettivo oggi deve essere quello di riuscire a colpire le responsabilità degli istituti di credito che hanno custodito per anni i soldi frutto della raccolta delle obbligazioni. Milioni di euro transitati da un conto all’altro di cui era impossibile non accorgersi». Un’idea già finita al centro dei pensieri del comitato dei creditori, così come la battaglia alla Banca d’Italia che nonostante le segnalazioni non avrebbe messo in moto i controlli necessari secondo legali e risparmiatori per evitare il disastro. «A gennaio partirà il processo intentato da 2500 risparmiatori contro la Consob, la società di controllo Kpmg e 3 armatori afferma Colapietro – si tratta del primo passo per chiarire le responsabilità dei soggetti terzi coinvolti nella vicenda Deiulemar». Speranze per un inverno che si preannuncia infuocato per i risparmiatori. All’orizzonte c’è la guerra alle banche ma anche il giallo dei ritardi relativi alle perizie che dovrebbero portare all’asta i beni della compagnia di navigazione. «Ci sono stati degli intoppi legati alla cessione dei beni chiarisce Colapietro – è ovvio che tutto ciò rischia di incidere sia sul valore dei beni che sui costi di manutenzione, visto che si tratta per lo più di immobili». In ballo ci sono circa 50 milioni. Soldi che dovrebbero dare una boccata d’ossigeno alle famiglie travolte dal crac dell’ex colosso del mare di Torre del Greco.

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