504. Crac Deiulemar, insultò e minacciò un armatore-vampiro: obbligazionista rischia il processo

Fonte: MetropolisWeb

21 giugno 2015

deiulemariuoliTORRE DEL GRECO – Erano i giorni «caldi» della rabbia per un crac che – come successivamente è accaduto in realtà – avrebbe potuto mettere in ginocchio un’intera città: centinaia di obbligazionisti – tutti travolti dal fallimento da 800 milioni di euro della Deiulemar Compagnia di Navigazione – scendevano puntualmente in strada per partecipare alle manifestazioni promosse allo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni sul «dramma» di 13.000 famiglie della città del corallo e non solo. Cortei di protesta in cui, inevitabilmente, venivano presi di mira gli armatori-vampiri ritenuti responsabili della «scomparsa» del tesoretto dell’ex banca privata di Torre del Greco: insulti e slogan denigratori – a volte accompagnati da minacce dettate dalla disperazione legata alla possibilità di vedere andare in fumo i risparmi di una vita – finiti in decine di interviste televisive e video amatoriali poi pubblicati sul web. Video amatoriali che – a quattro anni di distanza dal grande crac della Parmalat del Mare – rischiano di costare un processo penale a un risparmiatore particolarmente inferocito nei confronti di Pasquale Della Gatta, condannato in primo grado insieme al fratello Angelo Della Gatta a 17 anni e due mesi di reclusione per bancarotta fraudolenta. Le parole di fuoco pronunciate da A.M. nei confronti dell’armatore-vampiro proprio non sono andate giù a Pasquale Della Gatta, pronto a trascinare il risparmiatori davanti ai giudici del tribunale di Torre Annunziata. Passando così a indossare i panni della «vittima» dopo essere stato tra gli aguzzini (economici) di 13.000 famiglie: «All’interno del video pubblicato su Youtube sono contenute esplicite dichiarazioni diffamatorie nonché pericolose minacce di morte», la tesi sostenuta da Pasquale Della Gatta, assistito dall’avvocato Giro Sepe. Il fascicolo relativo alla querela presentata dall’erede di Giovanni Battista Della Gatta è finito tra le mani del pubblico ministero Francesca Sorvillo che – visionato il filmato e studiati gli atti della querela – ha chiesto il proscioglimento dell’obbligazionista da tutte le accuse. L’ultima parola alla grottesca vicenda spetterà, in ogni caso, al gup Antonello Anzalone: il giudice per le udienze preliminari, ascoltate le discussioni delle due parti, si è riservato la decisione sul rinvio a giudizio o meno del risparmiatore. Una decisione attesa con particolare attenzione non solo A.M., ma da tutte le vittime della Deiulemar Compagnia di Navigazione. Pronte a esprimere – attraverso blog e social network – la propria solidarietà al compagno di sventura che, insieme al danno della perdita dei soldi, rischia ora la beffa di finire a processo per minacce e diffamazione.

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    503. Crac Deiulemar: nuovi guai per gli armatori, chiamati in causa nel processo Consob

    Fonte: Il Mattino

    20 giugno 2015

    targa-deiulemarTORRE DEL GRECO – Gli armatori della Deiulemar Compagnia di Navigazione dovranno rispondere anche dei presunti mancati controlli degli organi preposti a vigilare sulla raccolta di denaro, a cominciare dalla Consob. Il nuovo capitolo della lunga lotta tra i risparmiatori e quelli che la sentenza di primo grado del processo penale ha ritenuto i responsabili del crac della società armatoriale, vive un nuovo capitolo davanti al giudice fallimentare del tribunale di Torre Annunziata Vincenzo Del Sorbo. Lo spunto è dato dal procedimento intentato da oltre 2.500 obbligazionisti (a fronte dei quasi tredicimila che hanno investito nei «bond» Deiulemar oltre 720 milioni di euro) contro la Consob, ma anche contro la società di controllo Kpmg e il collegio sindacale: una vertenza nella quale erano già stati coinvolti gli eredi del defunto amministratore unico della Deiulemar Compagnia di Navigazione, Michele Iuliano. Nell’ultima udienza il colpo di scena: su richiesta dell’ex presidente del comitato dei creditori, l’avvocato Giuseppe Copapietro, il giudice ha accettato la richiesta di «chiamata in causa» degli altri armatori – i fratelli Della Gatta, l’unico fondatore ancora in vita, Giuseppe Lembo, e il figlio di quest’ultimo, Leonardo – per accertare se vi siano state responsabilità su quella che viene considerata «un’omissione nei controlli in merito alla raccolta dei risparmi Deiulemar, raccolta che avveniva alla luce del sole in una sede posta nel pieno centro cittadino». Nella prossima udienza, fissata dal giudice della sezione fallimentare il 28 gennaio del 2016, saranno insomma ascoltati anche i fratelli Della Gatta e i due Lembo: «Una richiesta che ci è apparsa logica – afferma Colapietro, che a Torre rappresenta l’associazione Noi consumatori – sulla scorta di quanto stabilito finora dai giudici sull’esistenza di una società di fatto composta dalle tre famiglie fondatrici della Deiulemar Compagnia di Navigazione».

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      502. Nota dell’Avv. Giuseppe Colapietro in merito al ricorso in cassazione contro il provv. di ammissione della DCN al passivo SDF

      Fonte: Avv. Giuseppe Colapietro (profilo facebook)
      Ex Pres. Comitato dei Creditori Fall. Deiulemar Compagnia di Navigazione S.p.A.

      11 giugno 2015

      avv-giuseppe-colapietro-cdc-cdnIl provvedimento emesso in composizione Collegiale, relatore dr. Del Sorbo, Tribunale di Torre Annunziata, con il quale era stata rigettata la domanda di opposizione alla ammissione al passivo fallimentare della DCN al fallimento della società di fatto, è stata impugnata in Cassazione.
      Nessuna meraviglia su tale impugnativa, attesa peraltro. Nulla si modifica allo stato per i creditori che restano ammessi al relativo fallimento, sino alla prossima sentenza della Cassazione che, si spera, confermi la precedente decisione.

       

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        501. Crac Deiulemar, anche il Comune di Torre del Greco tra i creditori ‘tardivi’ del fallimento

        Fonte: Lo Strillone

        04 giugno 2015

        Gli armatori non pagavano l’Ici. L’Ente di palazzo Baronale vuole circa 100mila euro

        testata-blog-2TORRE DEL GRECO – C’è anche la domanda presentata dal Comune di Torre del Greco, tra le circa trecento istanze tardive di ammissione al passivo depositate oggi al tribunale di Torre Annunziata. Inizia così l’ennesimo giorno cruciale dello storico crac della ‘Deiulemar Compagnia di Navigazione’: quello dell’udienza fissata in aula 2, al Palazzo di giustizia, per decidere chi, tra i creditori della compagnia, possa ancora insinuarsi nel colossale fallimento da 800 milioni di euro e rotti. Anche l’Ente di palazzo Baronale, seppur in ritardo, spera di recuperare almeno qualcosina dal crac, dopo la recente scoperta dei responsabili del settore fiscalità e patrimonio del Comune. Gli armatori avrebbero contratto con l’Amministrazione un debito di 97.336 euro «per violazioni di omesso e/o parziale versamento dei tributi Ici relativi alle annualità 2009, 2010 e 2012». E’ così che il sindaco Ciro Borriello è passato al contrattacco, dando incarico oggi ai ‘suoi uomini’ di provare a recuperare il ‘tesoretto’. La domanda dovrebbe, con ogni probabilità, essere accolta senza troppe chiacchiere, così come accaduto in giornata per numerose altre istanze presentate da risparmiatori ed istituto di credito. Già nel 2012 il Comune di Torre del Greco, allora guidato dall’avvocato Gennaro Malinconico, si inserì nell’elenco dei creditori della Compagnia. In quel caso, il debito contratto dagli armatori era pari a circa 270mila euro per il mancato pagamento delle sanzioni relative agli oneri di costruzione dell’hotel Poseidon di via Cesare Battisti. Soldi in gran parte ottenuti solo con l’intervento di un fideiussore: la Banca Intesa San Paolo. “Compiuto ora anche questo passo – sottolinea all’uscita del tribunale l’avvocato Giuseppe Colapietro, tra i legali che in città cura gli interessi di migliaia di risparmiatori truffati –  si proceda alla perizia ed all’immediata vendita o al fitto di quegli immobili facenti parte dell’attivo, ma che oggi rappresentano solo un costo per la curatela. Poi – conclude – aspetteremo gli ultimi sviluppi sul fallimento della società di fatto”.

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          500. Crac Deiulemar, l’assalto delle banche: pioggia di domande tardive per l’ammissione al passivo

          Fonte: MetropolisWeb

          31 maggio 2015

          testata-blog-2TORRE DEL GRECO – Si profila un nuovo ostacolo nella corsa delle vittime del crac della Deiulemar Compagnia di Navigazione verso il recupero del tesoretto da 800 milioni «ingoiato» dagli armatori-vampiri. A metà della prossima settimana, infatti, si terrà – davanti al giudice delegato Massimo Palescandolo della sezione fallimentare del tribunale di Torre Annunziata – l’udienza per l’ammissione al passivo delle «domande tardive» presentate dai creditori dell’ex colosso economico di via Tironi: in tutto 303 istanze per complessivi 105.341.539 euro, di cui 25.480.161 con «privilegio» rispetto alle somme richieste dagli obbligazionisti. In particolare, a battere cassa ci saranno diverse banche e noti istituti di credito nonché lo stesso Comune di Torre del Greco, pronto a pretendere il pagamento di circa centomila euro – un credito rigorosamente privilegiato – a fronte delle imposte «evase» dagli ex proprietari dell’hotel Poseidon di via Cesare Battisti. Inoltre – scorrendo la lista delle 303 domande destinate a finire all’attenzione del giudice delegato Massimo Palescandolo – si nota che a recitare la parte del leone tra i ritardatari per l’ammissione al passivo della Deiulemar Compagnia di Navigazione ci sono varie banche in passato «alleate» con gli armatori-vampiri della città del corallo e diversi fornitori stranieri provenienti da mete «note» alle vittime della Parmalat del Mare. Istanze già passate sotto la lente d’ingrandimento del collegio dei curatori – formato da Giorgio Costantino, Antonella De Luca e Vincenzo Masciello – pronto a bocciare circa il 55% delle domande tardive presentate dai creditori. Numeri che ridimensionerebbero l’assalto finale alla flotta affondata della Deiulemar Compagnia di Navigazione, riducendo le ulteriori pretese economiche dei «nuovi» creditori a circa 50 milioni di euro (di cui sedici milioni e settecentomila privilegiati). L’ultima parola, in ogni caso, spetterà ora al giudice delegato chiamato a scrivere la parola fine alle operazioni di ammissione allo stato passivo avviate all’inizio del 2013. Come precisato in una nota pubblicata dai curatori fallimentari sul sito www.fallimentodeiulemarcdn.it – interamente dedicato al crac dell’ex colosso economico di via Tironi – l’udienza avrà inizio alle ore 9 del 4 giugno e «le domande per le quali sono presenti personalmente i creditori avranno la priorità, mentre le domande per le quali i creditori sono assistiti da un avvocato saranno esaminate in prosieguo». Già prevista la divisione delle istanze su tre differenti tavoli, in modo da «smaltire» più rapidamente la montagna di fascicoli presentati in ritardo. L’ennesima fatica di un calvario avviato il 2 maggio del 2012, quando lo stesso giudice Massimo Palescandolo del tribunale di Torre Annunziata decretò la fine della compagnia di navigazione che per quarant’anni aveva fatto la storia e le fortuna di Torre del Greco e dei suoi obbligazionisti. Ora non solo costretti a rincorrere il tesoro perduto, ma anche a difendere i pochi spiccioli rimasti in cassaforte dall’assalto delle banche «privilegiate» rispetto ai «semplici» risparmiatori travolti dal grande crac.

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