508. Crac Deiulemar, nuovo flop per i vampiri: bocciata la querela per le accuse degli obbligazionisti sul blog di Facebook

Fonte: MetropolisWeb

28 agosto 2015

deiulemariuoli-manifesto-in-galeraTORRE DEL GRECO – Incassata l’archiviazione decisa dal gip del tribunale di Torre Annunziata, aveva deciso di trascinare la sua “battaglia legale” fino in Cassazione per punire gli obbligazionisti ritenuti colpevoli di diffamazione su Facebook: una scelta pagata da Angelo Della Gatta – uno degli armatori-vampiri della Deiulemar Compagnia di Navigazione, condannato in primo grado a 17 anni e due mesi di reclusione per bancarotta fraudolenta e raccolta abusiva del risparmio – con un nuovo flop sia in termini d’immagine sia in termini economici. Perché gli “ermellini” della quinta sezione penale – presidente Paolo Antonio Bruno, relatore Carlo Zaza – non solo hanno ritenuto inammissibile il ricorso presentato da Angelo Della Gatta avverso l’archiviazione della querela contro ignoti per i commenti pubblicati sul blog “Deiulemar: Post Fata Resurgo”, ma hanno condannato l’armatore-vampiro al pagamento delle spese processuali e di una multa da mille euro in favore della cassa delle ammende. Tutto nasce da una querela contro ignoti presentata da Angelo Della Gatta – in qualità di “persona offesa”, un vero e proprio paradosso considerate le disastrose conseguenze del fallimento della “Parmalat del Mare” per circa 13.000 famiglie di risparmiatori – per alcuni commenti ritenuti lesivi non solo contro l’onore: una battaglia giudiziaria valutata dal giudice per le udienze preliminari del tribunale di Torre Annunziata a giugno del 2014 e chiusa in primo grado con l’archiviazione del procedimento. Una bocciatura incassata in malo modo da Angelo Della Gatta, a cui – evidentemente – le frequenti osservazioni postate sul blog frequentato abitualmente da migliaia di vittime del “grande crac” proprio non sono gradite. Di qui, il ricorso presentato alla corte di Cassazione per ottenere “giustizia” contro gli obbligazionisti danneggiati dal fallimento della Deiulemar Compagnia di Navigazione: un’incredibile crociata dichiarata inammissibile dagli “ermellini” della quinta sezione penale. D’altronde, non è la prima volta che gli armatori-vampiri provano a passare dalla parte della ragione trascinando davanti ai giudici gli obbligazionisti che sfogano la propria rabbia sul popolare social network e su siti internet. Come nel caso di Angelo Della Gatta, anche la battaglia giudiziaria avviata da Pasquale Della Gatta si era chiusa con un buco nell’acqua: un finale diventato una triste abitudine per gli armatori-vampiri, un tempo simbolo di ricchezza e oggi simbolo di fallimento all’ombra del Vesuvio.

Per leggere o scaricare la sentenza clicca QUI

    Pubblicato in Rassegna stampa | Commenti disabilitati su 508. Crac Deiulemar, nuovo flop per i vampiri: bocciata la querela per le accuse degli obbligazionisti sul blog di Facebook

    507. Crac Deiulemar, l’ennesima beffa: tagliato il comitato dei creditori, gli obbligazionisti perdono due rappresentanti

    Fonte: MetropolisWeb

    03 agosto 2015

    foto-corteo-crac-deiulemarTORRE DEL GRECO –Ennesima doccia gelata per gli ex risparmiatori della Deiulemar Compagnia di Navigazione. Alla vigilia delle ferie estive, infatti, il giudice delegato al fallimento della «Parmalat del mare» ha ricomposto – esattamente a sei mesi dal suo scioglimento – il comitato dei creditori dell’ex banca privata di Torre del Greco: un provvedimento particolarmente atteso all’ombra del Vesuvio, ma capace di scatenare malcontento e malumore tra le 13.000 vittime del crac da 800 milioni di euro. Perché – a sorpresa- il giudice delegato Massimo Palescandolo ha optato per un comitato dei creditori a tre componenti (uno per la categoria armatori, uno per la categoria dipendenti e uno per la categoria obbligazionisti) anziché a cinque. Tagliando, in pratica, due componenti incaricati di difendere gli interessi dei titolari degli ex bond cartastraccia. Una decisione accolta con perplessità sia dalle 13.000 famiglie travolte dal tracollo finanziario sia dai rappresentanti legali degli obbligazionisti: «Si tratta di una decisione che, in qualità di difensore costituito di circa 2.000 famiglie – afferma Antonio Cardella, ex componente del comitato dei creditori – rispetto, ma assolutamente non condivido. Il comitato dei creditori doveva essere formato da cinque elementi di cui tre per la classe degli obbligazionisti, tenuto conto che su un passivo di circa 800 milioni di euro, circa 700 sono crediti di tale categoria». Parole capaci di infiammare i blog abitualmente frequentati dalle vittime del crac: «è l’ennesimo schiaffo – il commento ricorrente – sono stati calpestati tutti i nostri diritti».

      Pubblicato in Rassegna stampa | Commenti disabilitati su 507. Crac Deiulemar, l’ennesima beffa: tagliato il comitato dei creditori, gli obbligazionisti perdono due rappresentanti

      506. Crac Deiulemar, provocazione choc dell’armatore ai risparmiatori: «Se avete qualcosa da farmi, sapete dove abito»

      Fonte: MetropolisWeb

      26 luglio 2015

      i nove imputatiTORRE DEL GRECO – Sono stati i responsabili del più devastante tracollo finanziario della storia di Torre del Greco, già passato agli annali come il «grande crac» della Campania. Sono stati condannati in primo grado a complessivi cento anni di reclusione per bancarotta fraudolenta e raccolta abusiva del risparmio. E sono stati bollati a vita come i «vampiri» di 13.000 famiglie di risparmiatori della città del corallo e non solo. Eppure, gli ex armatori della Deiulemar Compagnia di Navigazione non perdono occasione per «stuzzicare» gli obbligazionisti travolti dal fallimento da 800 milioni di euro dell’ex fiore all’occhiello dell’economia all’ombra del Vesuvio. Sia pubblicamente, sia in privato. Stavolta, a scatenare il risentimento delle vittime della «Parmalat del mare» tocca a Pasquale Della Gatta, pronto a lanciare l’ennesimo guanto di sfida ai creditori dell’ex colosso di via Tironi: «Sono a completa disposizione per essere “creativo” e non fare cose che non servono allo scopo. Se deve dirmi qualcosa oppure farmi qualcosa sapete dove abito e come trovarmi», la provocazione lanciata – attraverso un messaggio personale su Facebook – all’amministratore del gruppo «Deiulemar Post Fata Resurgo», abituale punto di ritrovo per migliaia di creditori dell’ex banca privata di Torre del Greco. Proprio all’interno del gruppo Facebook era stato pubblicato un post in cui era stato raccontato come – alla vista di un noto risparmiatore finito nel vortice della «Parmalat del mare» – Pasquale Della Gatta sarebbe fuggito a gambe levate per non affrontare il creditore: un post che aveva, inevitabilmente, scatenato commenti ironici e sfottò a carico dell’armatore che – alla vigilia del fallimento – ostentava un’arrogante sicurezza e assicurava di «essere blindato» contro qualsiasi tipo di azione legale. Commenti che, presumibilmente attraverso qualche «infiltrato» all’interno del gruppo, sono arrivati fino a Pasquale Della Gatta. Pronto a impugnare il suo smartphone per scrivere all’amministratore del gruppo sul popolare social network: «Non sono un pratico su Facebook – la premessa dell’armatore, evidentemente in difficoltà non solo con la tecnologia ma anche con la lingua italiana – Miei amici, ridendo di lei e nel modo di come vive, mi hanno detto che lei mi ha visto e sono scappato. E perché avrei dovuto, quando nella mia vita non sono mai scappato da nessuno». Concetti da cui – a dispetto della difficoltà d’espressione dell’armatore – emerge con chiarezza l’ennesima bugia di Pasquale Della Gatta, sfuggito in diverse occasioni (prima di finire in manette, senza alcuna possibilità di fuga) alle incalzanti domande dei creditori nel momento di massimo panico per le cattive acque in cui navigava la Deiulemar Compagnia di Navigazione. Poi l’affondo finale: «Si impegni per cose più serie, più importanti e più utili per quelle quattro persone che la rappresentano: fate meno brutte figure». Parole pronunciate dal simbolo del fallimento più devastante della storia di Torre del Greco, capaci di fare ribollire il sangue a qualsiasi obbligazionista. Una chiara provocazione conclusa con un messaggio sibillino: «Sono a completa disposizione per essere “creativo” e non fare e dire cose che non servono allo scopo. Adesso scappo e se deve dirmi qualcosa o farmi qualcosa, sa dove abito e dove trovarmi». L’ennesima istigazione-provocazione che rischia di accendere ulteriormente gli animi di 13.000 famiglie già mortificate dal «grande crac».

        Pubblicato in Rassegna stampa | Commenti disabilitati su 506. Crac Deiulemar, provocazione choc dell’armatore ai risparmiatori: «Se avete qualcosa da farmi, sapete dove abito»

        505. Crac Deiulemar, risparmiatori senza pace: c’è il ricorso in Cassazione sulla Sdf

        Fonte: MetropolisWeb

        16 luglio 2015

        MARCIA_PROTESTA_DEIULEMAR_TDGTORRE DEL GRECO – Ennesima estate calda per gli obbligazionisti della Deiulemar Compagnia di Navigazione. Nemmeno il tempo di esultare per l’assoluzione dei risparmiatori che avevano inveito contro i “vampiri” condannati in primo grado per il crac da 800 milioni di euro che c’è un nuovo capitolo che rischia di sfiancare le residue resistenze delle tredicimila famiglie che sperano di recuperare i soldi investiti nei “bond” della società armatoriale. A indispettire gli obbligazionisti, il ricorso presentato in Cassazione da uno dei legali degli armatori, pronto a impugnare la decisione del tribunale che aveva sancito l’insussistenza della richiesta di esclusione della curatela fallimentare della Deiulemar Compagnia di Navigazione del fallimento della “società di fatto”. Una ammissione al passivo considerata la vera ancora di salvezza degli investitori che dunque torna ad essere a rischio: sarà infatti la Suprema Corte a mettere la parola fine sulla possibile ammissione al passivo della curatela che nel procedimento contro la “società bis” composta dal defunto ex amministratore unico Michele Iuliano e gli otto armatori coinvolti a vario titolo nel processo penale (la vedova dell’ad Maria Luigia Lembo; la figlia Giovanna Iuliano; i fratelli Angelo, Micaela e Pasquale Della Gatta; la madre Lucia Boccia; il solo fondatore del gruppo rimasto in vita, Giuseppe Lembo; il figlio di quest’ultimo, Leonardo). Una esclusione che al momento non sembra spaventare gli avvocati degli obbligazionisti, che ricordano come fino al pronunciamento della Cassazione la posizione dei loro assistiti non cambierà, ma che invece turba – e non poco – i tanti risparmiatori che in oltre tre anni non hanno visto ancora un euro dei loro risparmi. “Si va avanti a colpi di ricorsi, mezze sentenze e rinvii – si sfoga un obbligazionista – ma dei nostri soldi nemmeno l’ombra. Ci dicono che questi sono i tempi della giustizia. Ma è veramente giustizia quella che vede i truffati in difficoltà economiche e senza la possibilità di fare adeguati investimenti, e i truffatori che invece continuano a vivere nel lusso nonostante pesanti condanne in primo grado?”. Il riferimento è alla sentenza che proprio un anno fa veniva fatta dal tribunale di Roma, capace di infliggere condanne durissime che vanno dagli oltre 17 anni inflitti ai fratelli Angelo e Pasquale Della Gatta fino agli 8 anni e mezzo comminati alla loro madre. A quel primo grado dovrà seguire il secondo atto, quello dell’Appello, la cui data di inizio però non è stata ancora fissata. Lasciando nello sconcerto il “popolo” dei delusi Deiulemar che ancora attende risposte tre anni dopo il crac da 800 milioni che ha messo in ginocchio un’intera città.

          Pubblicato in Rassegna stampa | Commenti disabilitati su 505. Crac Deiulemar, risparmiatori senza pace: c’è il ricorso in Cassazione sulla Sdf

          504. Crac Deiulemar, insultò e minacciò un armatore-vampiro: obbligazionista rischia il processo

          Fonte: MetropolisWeb

          21 giugno 2015

          deiulemariuoliTORRE DEL GRECO – Erano i giorni «caldi» della rabbia per un crac che – come successivamente è accaduto in realtà – avrebbe potuto mettere in ginocchio un’intera città: centinaia di obbligazionisti – tutti travolti dal fallimento da 800 milioni di euro della Deiulemar Compagnia di Navigazione – scendevano puntualmente in strada per partecipare alle manifestazioni promosse allo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni sul «dramma» di 13.000 famiglie della città del corallo e non solo. Cortei di protesta in cui, inevitabilmente, venivano presi di mira gli armatori-vampiri ritenuti responsabili della «scomparsa» del tesoretto dell’ex banca privata di Torre del Greco: insulti e slogan denigratori – a volte accompagnati da minacce dettate dalla disperazione legata alla possibilità di vedere andare in fumo i risparmi di una vita – finiti in decine di interviste televisive e video amatoriali poi pubblicati sul web. Video amatoriali che – a quattro anni di distanza dal grande crac della Parmalat del Mare – rischiano di costare un processo penale a un risparmiatore particolarmente inferocito nei confronti di Pasquale Della Gatta, condannato in primo grado insieme al fratello Angelo Della Gatta a 17 anni e due mesi di reclusione per bancarotta fraudolenta. Le parole di fuoco pronunciate da A.M. nei confronti dell’armatore-vampiro proprio non sono andate giù a Pasquale Della Gatta, pronto a trascinare il risparmiatori davanti ai giudici del tribunale di Torre Annunziata. Passando così a indossare i panni della «vittima» dopo essere stato tra gli aguzzini (economici) di 13.000 famiglie: «All’interno del video pubblicato su Youtube sono contenute esplicite dichiarazioni diffamatorie nonché pericolose minacce di morte», la tesi sostenuta da Pasquale Della Gatta, assistito dall’avvocato Giro Sepe. Il fascicolo relativo alla querela presentata dall’erede di Giovanni Battista Della Gatta è finito tra le mani del pubblico ministero Francesca Sorvillo che – visionato il filmato e studiati gli atti della querela – ha chiesto il proscioglimento dell’obbligazionista da tutte le accuse. L’ultima parola alla grottesca vicenda spetterà, in ogni caso, al gup Antonello Anzalone: il giudice per le udienze preliminari, ascoltate le discussioni delle due parti, si è riservato la decisione sul rinvio a giudizio o meno del risparmiatore. Una decisione attesa con particolare attenzione non solo A.M., ma da tutte le vittime della Deiulemar Compagnia di Navigazione. Pronte a esprimere – attraverso blog e social network – la propria solidarietà al compagno di sventura che, insieme al danno della perdita dei soldi, rischia ora la beffa di finire a processo per minacce e diffamazione.

            Pubblicato in Rassegna stampa | Commenti disabilitati su 504. Crac Deiulemar, insultò e minacciò un armatore-vampiro: obbligazionista rischia il processo